Provvedimenti e Notizie

  • Home
  • Provvedimenti e Notizie

Azione di responsabilità contro amministratori, sindaci e revisore legale - Aumento di capitale apparente - Non veridicità perizia di stima immobile conferito - Risarcimento danni soci

  Scarica provvedimento in PDF

Il Tribunale di Ancona, Sezione Specializzata in materia di Impresa, ha accolto la domanda, accertando la responsabilità di tutti i soggetti convenuti in giudizio, ed in particolare:

- quanto agli amministratori, ha accertato la violazione dei doveri ad essi imposti dalla legge, quali "l'obbligo generale di corretta e diligente gestione e amministrazione della società, gli obblighi specifici di monitoraggio continuo sulla corretta formazione del capitale sociale e sulla situazione patrimoniale della società, al fine di rispettare gli obblighi previsti in caso di perdite rilevanti (art. 2482-bis e ter c.c.) e di controllo costante sul possibile verificarsi di una causa di scioglimento della società con i conseguenti doveri derivati, concernenti la pubblicità e la delimitazione dell'attività d'impresa ex art. 2484 c.c."

- quanto ai sindaci, ha accertato la violazione di un obbligo di vigilanza "sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare dell'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento";

- con riferimento, infine, al revisore legale incaricato della perizia di stima dell'immobile poi conferito in società, ha accertato che "la condotta del perito ha certamente avuto rilievo causale nella verificazione degli illeciti di cui si discute, avendo consentito, con la propria attestazione, l'apparente aumento di capitale e la prosecuzione dell'attività della società, nonostante la perdita del capitale sociale, con conseguente aggravamento del dissesto, fino alla dichiarazione di fallimento".

Il Tribunale ha pertanto condannato tali soggetti al risarcimento dei danni subiti dalla società, individuati in quelli derivanti dall'apparente aumento di capitale e dalla mancata messa in liquidazione della società, quantificati in 4 milioni di euro oltre spese di lite, alla luce del criterio impiegato dalla giurisprudenza di legittimità e di merito per casi analoghi, in misura "pari ai netti patrimoniali di periodo, depurando selettivamente il risultato negativo dalle perdite non riconducibili alla prosecuzione dell'attività, che avrebbero potuto prodursi comunque anche in pendenza della liquidazione o durante il fallimento per il solo fatto della svalutazione dei cespiti aziendali in ragione del venir meno dell'efficienza produttiva e dell'operatività dell'impresa".

 

Sentenza Tribunale di Ancona, Sezione Specializzata in materia di Impresa, n. 52/2018